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CITYPLAY - Board Games for shared planning
 Posted on 05/05/2014 - 13:24
Idea Outline
Relational art project that promotes creativity and shared planning through a board game based on historical memory and identity. Citizens have to play for planning their reality by creating and interconnecting places and knowledge.

The Challenge
The challenge relates to the introduction into the shared process (social, environmental and economic) of the “ludic” as x-factor able to break into the categories of "efficiency" and "profit" with the dimension of invention and creation, especially in relation to the design of spaces, places and ways of life with the people whom we live, or work. The idea addresses one of the most popular trends of our society: the fragmentation of knowledge and the resulting disconnected perception of reality, especially between public and private spheres.

The Solution

1) Creation of a social software, openseurce, made available online to people for sharing historical memory and identity elements.
2) Then the group, led by an artist, will draw the material to turn it into a gaming device table, designing and producing all the elements.
3) Finally, we’ll play matches in which the teams (representing different fields of knowledge or trades or social categories) will vie for victory by spending their "identity" and "creativity" during the game. The aim of the game is to reconfigure the map and what it stands for (Land and Community) designing new ways of using public and private spaces and connecting them to the projects of other teams. Win the game the first team to be able to connect his project with others, or to include other teams in the draft.


Target group and social impact
The project is aimed at residents of small towns or neighborhoods of large cities, workers of large companies, groups of artists and professional who works in social, economic or environmental. It can be spent on all those occasions when there is a need to imagine and build together a vision of community in a perspective of integrated development. The benefits include: improving the quality of life, cultural growth, sustainable development, increase in human capital, improving social and artistic environment . to educate a common perception where “capital built" is represented by all things created by individuals, “human capital” consists of all individuals of a society and “natural capital” is made from the natural environment and natural resources of that society.




Competences of the applicant
www.riverrun.it is a cultural association founded in 1997 in Cagliari. Riverrun has produced more than 50 projects of performing arts, and about 150 workshops for every age group in collaboration with public and private organizations, universities, schools, libraries and foundations. practice art and thought of "relationship", which is meant to emphasize the need for reciprocity in art.


Video Link
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Social Category
  • Civic Empowerment and Community Engagement

  • Tecnology Category
  • Open Source
  • Social Software
  • Web/Internet

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    citando "R. Caillois":
    "Non pretendo affatto d'insinuare che la vita collettiva dei popoli e le loro diverse istituzioni siano giochi retti anch'essi dall'agonismo, dalla fortuna, dalla mimesi e dalla vertigine, ma ho contemporaneamente il sospetto che i princìpi dei giochi, molle determinanti tenaci e diffuse dell'attività umana (tanto tenaci e tanto diffuse da apparire costanti e universali), debbano segnare profondamente i diversi tipi di società.

    Idea Submitter

    grazie per la citazione! Conosciamo molto bene "i giochi e gli uomini" e lo abbiamo utilizzato come base teorica di ideazione per "CITYPLAY" assieme ad altri saggi. Ci fa molto piacere che vengano postate queste citazioni; vuol dire che in qualche modo il messaggio originale degli autori che ci hanno ispirato in origine riemerge attraverso il nostro gioco!
    staff riverrun performing arts

    ciao riverrun vorrei collaborare al vostro progetto, potreste contattarmi privatamente tramite fb?
    :-) cinzia

    Idea Submitter

    grazie a tutti per i tanti voti che ci stanno sostenendo, per le tante domande e messaggi!
    Un piccolo sforzo fino a lunedì prossimo data di chiusura del contest!!!
    STAY TUNED!!!
    staff riverrun performing arts

    sono contenta di contribuire con il mio voto e spero che ci sia un futuro per questo progetto!
    Vale

    qual'è e dove si situa il livello di "digitalità" dell'idea?

    Idea Submitter

    immaginiamo il gioco come una mappa attiva di social tagging vicina ad alcune esperienze di performance media che utilizzano la tecnologia gps applicata a geographiti project e reti-territorio.
    Il gioco sarà una sorta di mobile-game forse addirittura associabile durante le partite al supporto google earth. l'idea centrale è quella di trasporre i tracciati del gioco alle geografie umane che si muovono nel territorio. Avviare un esperienza di urbanistica immateriale, un azione ludica dalla quale trarre il senso dei percorsi da attuare nella città e i contenuti da apporvi come se fosse una mappa interattiva prodotta dagli utenti/giocatori attraverso il loro contributo via web.
    Forse alcuni termini e info che le ho dato risulteranno essere troppo tecnici e per certi versi difficili da comprendere, In ogni caso grazie per la preziosa domanda, che soprattutto in questi ultimi giorni ci trova molto concentrati e attenti proprio verso l'individuazione della giusta modalità di implementazione informatica rispetto alla piattaforma classica (tabellone, pedine, carte ed elementi materiali) del gioco. Le faremo sapere a breve gli sviluppi in attesa del risultato finale di questo step che ormai è in arrivo!
    Incrociamo le dita sino a lunedì!
    lo staff del riverrun performing art

    la logica della realtà è più profonda della logica della ragione e ci vogliono nuove pratiche e nuovi strumenti per restituire una visione unitaria e complessiva che in questa parcellizzazione ossessiva ci è venuta a mancare. Penso che l'arte e il gioco possano aiutarci a recuperare questa "visione" fondamentale!

    ci piace!

    in effetti pensandoci quanti aspetti della società sono regolati attraverso dinamiche di gioco? Fino ad arrivare a dire che l'intera organizzazione sociale può essere letta come un grande gioco di ruolo in cui la posta in gioco è quella di creare rapporti, ruoli e modi di configurazione del reale!

    concordo, quello che cambia è il grado di rischio! Il gioco alla fine non è che una realtà parallela che scorre accanto a quella quotidiana, ma in una modalità senza rischio, arricchendola di esperienze e possibilità, ma al riparo dall'irreparabile (se non nei casi estremi del gioco d'azzardo, del gioco di vertigine e direi pochi altri). Il gioco lascia tutto com'era in partenza una volta concluso, nel senso che le cose restano uguali, ma a cambiare dil modo di approcciarsi ad esse, grazie appunto al gioco. Inquesto senso la società potrebbe essere intesa come un (grande gioco d'azzardo), o se si preferisce un gigantesco monopoli in cui la posta sono le nostre stesse vite, e non quelle fittizie dei nostri segnaposto!
    In ogni caso è decisamente interessante e stimolante questa proposta del riverrun performingarts. Mi piacerebbe vincesse. Scusate la sincerità.
    Baci a tutti!
    Stefania

    great idea to propose in schools and places where imagination and creativity have not yet been intercepted by the market's profit.

    Pensate anche a una produzione artigianale e ad una commercializzazione del gioco da tavolo?

    Idea Submitter

    Grazie per il quesito. Al momento non sappiamo bene e forse è prematuro deciderlo. Per ora ci interessa sperimentare il gioco da tavolo in tutte le sue potenzialità e dobbiamo dire che stiamo avendo ottimi riscontri e contatti molto interessanti, nel senso che molti ci chiedono di modularlo con modi e scopi complementari a quelli da noi originariamente immaginati. Per fare un esempio se in origine abbiamo pensato al gioco come piattaforma di progettazione per un riutilizzo creativo e partecipato di spazi architettonici, mettendo in connessione amministratori locali e rappresentanti del terzo settore, ora si parla anche di un gioco che faciliti il dialogo e la connessione all'interno dei diversi settori produttivi di grosse aziende. In questo senso è una partita tutta da giocare, il cui calcio di inizio verrà dato a fine mese quando si saprà se il vostro sostegno sarà riuscito a premiare "cityplay"! Noi ce la stiamo mettendo tutta ;-)
    riverrun staff

    PASSARE DAL REGISTRO CRITICO AL REGISTRO LUDICO, PER UN INTELLIGENZA COLLETTIVA E UNA NUOVA VISIONE "DAL BASSO" DELLE COSE! A INIZIARE DAI BENI COMUNI, I BENI NATURALI DI CUI PARLA GIOVANNA RICOVERI! VI APPOGGIO SENZ'ALTRO!
    G.

    mi viene in mente il libro "l'era dell'accesso" di Jeremy Rifkin quando dice che occorre passare dall'homo faber all'homo ludens!

    NET-ZEN
    citizen network for local affairs!
    ;-)

    molti insegnanti che hanno avuto esperienze teatrali sanno che il teatro è una delle migliori "tecnologie" per mettere in relazione il corpo con lo spazio, inventando forme di condivisione possibile!

    portare nel web l'impronta degli sguardi soggettivi e della partecipazione attiva e ludica. ecco un buon modo per concepire la rete come una reale piattaforma di cooperazione educativa, creativa e politica

    grazie www.riverrun.it per la bella proposta che ho scelto tra le altre per l'originalità dei contenuti e l'innovatività dei processi. Studio da anni il fenomeno dei performing media e ritrovo condensati in questa vostra proposta molti degli assunti della nuova interattività performativa che una società della comunicazione deve per forza cavalcare!

    le forme ludico partecipative affinano la sensibilità e il potenziale creativo delle giovani generazioni per scardinare ruoli e saperi prestabiliti e competenze stabilizzate e per percepire gli spazi pubblici come bene comune da progettare e vivere in modo partecipato e collettivo!

    ...operare in quella felice condizione che Domenico De Masi chiama provocatoriamente “ozio creativo”.
    Non si tratta di pigrizia o disimpegno ma di quello stato di grazia, comune a molte attività intellettuali, che si determina quando le dimensioni fondamentali della nostra vita attiva – lavoro per produrre ricchezza, studio per produrre conoscenza, gioco per produrre benessere – si ibridano e si confondono consentendo l’atto e il prodotto creativo.

    E’ lo stato d’animo che avverte l’artista quando realizza il suo capolavoro, il bambino quando costruisce il suo castello di sabbia, il manager quando guida il suo team verso una méta innovativa, lo scienziato quando conduce con metodo e tenacia le sue ricerche. Se si realizzano le condizioni dell’ozio creativo, il lavoratore non sa egli stesso cosa sta facendo, dimentica il tempo che passa, tende la corda della propria vita oltre ogni prevedibile resistenza. Artur Rubinstein, a chi lo incitava a riposare, rispondeva: “Riposarsi? Riposarsi di che? Io, quando voglio riposarmi, viaggio e suono il piano”. E Joseph Conrad diceva: “Come faccio a spiegare a mia moglie che, quando guardo dalla finestra, io sto lavorando?”.

    Il concetto di “ozio creativo” ben si rispecchia nel pensiero Zen: “Chi è maestro dell’arte di vivere distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero, fra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua religione. Con difficoltà sa cos’è che cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando. Lui, pensa sempre di fare entrambe le cose insieme”.

    penso che il valore aggiunto di questo progetto sia quello di non limitarsi alla creazione di una qualsivoglia app che semplifichi una qualche funzione o attività del quotidiano, ma si spinga a reinventare lo spazio e i modi del nostro quotidiano!

    sperimentare azioni pubbliche, iniziative che vadano ben oltre le condizioni della ricerca artistica o scientifica, che riguardino il rapporto tra le persone e il nuovo spazio pubblico nell'era della rete! vi appoggio river!!!

    mi piace;-)
    è in questa qualità di vita, centrata sulla relazione tra pensiero e azione sociale, che va cercata la motivazione per progettare il futuro nella società dell'informazione.
    spegnete le televisioni e accendete il cervello e usate il laptop in modo intelligente!!!
    Lotty

    in questa convergenza tra politica ed arte individuo il moto di sviluppo che mi interessa: una comunicazione capace di fare sistema, tre mondo.
    Eli

    interessante ;)

    la svolta etica dell'arte critica! altro che pippe col post-modernismo… let's play!
    ;-) Dem.

    anche se il post-mdernismo segna proprio questa svolta etica. Era il modernismo semmai a farsi le famose pipe... vabbè in ogni caso l'idea del gioco è ottima!

    buonasera, l'idea è molto interessante, ma vorrei porvi una domanda: come pensate di rendere incisivo, socialmente parlando, il processo ludico del gioco?

    Idea Submitter

    Buonasera e grazie per il quesito.
    Il gioco si interroga e prova a dare risposta a questo quesito: può l'arte ricomporre uno spazio di azione sociale concreta o deve accontentarsi solo di "parodiarla"? Può l'arte contemporanea ritagliarsi un ruolo attivo nella definizione dello spazio pubblico e nell'orizzonte dell'inventività politica? Il gioco prova a rispondere a questa sfida (per noi la vera sfida dell'arte contemporanea!) mettendo in campo una risposta radicale e innovativa (ma antica quanto il mondo!) al problema della ricerca ormai urgentissima di "nuove forme e modi sostenibili" di vita sociale. Questa risposta è: giochiamo!
    Il progetto si situa quindi nell'interstizio (sempre più una voragine) tra l'operato delle amministrazioni pubbliche e l'associazionismo di base e/o di quartiere per cercare, attraverso la messa in campo di una pratica fondamentale da sempre nell'orizzonte umano: il gioco!
    Il gioco è quindi collante di socialità, ma anche catalizzatore di creatività e di immaginazione circa le problematiche e le urgenze del territorio in cui si andrà a giocare. Ad esempio a Jesi (AN) dove il gioco è già stato utilizzato in una sua forma embrionale (quella che se vincessimo vorremmo sviluppare!!!) si è scelto di operare su un tabellone contenete una serie di luoghi (architettonici, naturalistici, dell'anima, abbandonati…) facendo giocare le associazioni locali e i liberi cittadini suddivisi in aree di interesse: sport, turismo, artigianato, arte…
    L'obiettivo era quello di inventare idee di utilizzo innovativo nei luoghi rappresentati nel tabellone e connettere le proprie idee con quelle delle altre squadre cercando di fare sintesi. Più una squadra riusciva a connettersi con le altre (vinceva non chi batteva gli altri, ma chi riusciva ad includerli e a collaborarci!) più acquistava punteggio per vincere. In questo caso il gioco è stato un ottimo detonatore di creatività per immaginare un nuovo utilizzo di quei luoghi che fosse sostenibile economicamente, ma anche accettabile e arricchente socialmente (in termini di comunità, identità, risposta a problematiche trasversali, etc).
    Ad ultimo ti diciamo che crediamo molto nel valore delle associazioni e movimenti territoriali locali, perché per esperienza sappiamo che conoscono il territorio e i suoi problemi e, quando non si fanno prendere da interessi localistici o settoriali, e credono e si impegnano quotidianamente spesso supplendo alle mancanze di una politica sempre più distante e allo stesso tempo invadente. Pensiamo quindi di appoggiarci in primis a loro per rendere incisivo il più possibile il processo di progettazione partecipata dei contenuti del gioco. In ogni caso a Jesi ha funzionato benissimo e il progetto vincitore della squadra degli artisti (il riutilizzo integrato del Teatro Pergolesi da parte di artisti, artigiani e associazioni locali, è stato un ottimo esempio di come il meccanismo funzioni davvero!
    Per qualsiasi altro dubbio o domanda, restiamo a disposizione. Grazie del voto!
    Grazie a tutti quelli che ci stanno sostenendo!
    Lorenzo Mori
    riverrun performing arts

    bravi!

    ricerca, innovazione, arte, comunità, gioco… che si vuole di più da un progetto?

    il più interessante modello di arte politica oggi mi sembra essere quello nel quale l'arte non è solo un mezzo per trasmettere idee sulla vita, ma piuttosto una forma di vita essa stessa! w cityplay!!!

    un arte che non tenti di rappresentare la realtà comunitaria, ma crei direttamente sul campo le possibilità di fare comunità. è un arte che pratica la possibilità concreta di crear eun tessuto di nuove forme di vita!

    bello!!!!

    la produzione e trasmissione di conoscenza, soprattutto quella del lavoro cognitivo, non è più mera produzione di segni. E' conoscenza in rete: elaborazione, progettazione, innovazione, esecuzione flessibile e partecipata cognitivamente ed emotivamente!

    Very idea idea

    Idea Submitter

    ??? tank for the idea about the ideating idea! :O

    il piacere di sé: come può fondare una dimensione di condivisione sociale non impositiva, non automatica, ma empatica? la percezione della continuità estetica, erotica e sociale del proprio corpo con il corpo altrui così cara all'infanzia che proprio attraverso il gioco si realizza!

    viva il gioco: contatto empirico, erotico, emozionale. Libera immaginazione non codificata. Dispositivo che chiama una moltitudine uno sforzo di immaginazione collettivo, principio di connessione ed eterogeneità!

    This idea is really COOL!

    UN ALTRA CITTA' PER UN ALTRA VITA!

    mi piace tantissimo!

    un modo per ripensare creativamente la città divertendosi e confrontandosi con la cittadinanza e le sue problematiche. bella l'idea di dividere i partecipanti in squadre di gioco "progettante". Io mi segnerei subito nella squadra degli artigiani e avrei da dare il mio contributo sia in termini di riuso di spazi che di idee di riutilizzo. bravi, vi seguo e spero che quest'idea abbia un futuro!

    connecting cultures? connecting games!!!
    ;-)

    so di cosa parlate! sperimentato con mano e… risultato garantito! Vi meritate il voto ;-)
    Sabry

    mi piace molto quest'idea! mi ricorda certe pratiche situazioniste a cui ho partecipato! connettere territori, luoghi, memoria, comunità attraverso la creatività e l'arte potrebbe essere la ricetta giusta per uscire da quest' enpasse? proviamoci ;-)
    SImone

    a volte potrebbe davvero bastare ripercorrere vecchie strade cadute in disuso. ricordo mia nonna che mi diceva sempre: quando hai dei problemi che sembrano insormontabili stacca tutto e mettiti a giocare e vedrai che la soluzione arriva! Speriamo!

    gli essere umani in quanto organismi cosciente sensibili si congiungono grazie alla loro capacità di interagire linguisticamente e sensualmente. Mi pare che quest'idea misceli entrambi questi aspetti fondamentali per la progressione di ogni sapere e pratica sociale. Votato!